26 maggio 2005

uso improprio.

sgretolato il muro

da questa dimensione

I want.

25 maggio 2005

Incontro con Beppe Grillo


Il Palabasket di Bellinzona ha ospitato l'8 marzo lo spettacolo Beppegrillo.it. Michela Daghini ha incontrato il comico prima dello spettacolo. Qui potete ascoltare l'intervista (11'39" - 10,6mb).

iZ



05 maggio 2005

LA LEGGENDA DELLA LUNA NERA

Narra la leggenda ebraica che Lilith fu la prima moglie di Adamo, prima di Eva, creata non dalla costola del marito ma da argilla e polvere, quindi sua pari. Indomita e ribelle, a seguito del tentativo di Adamo di sottometterla con la forza, ella pronunciò il nome magico di Dio(Javhe), le spuntarono le ali, dato che conoscere il vero nome di Dio la rendeva pari a lui, si levò in aria e lo abbandonò. Adamo si lamentò con Dio, il quale inviò allora tre angeli (Sanvi, Sansanvi e Semangelaf) a cercarla per riportarla indietro. Lilith rifiutò e maledisse gli angeli. Nel frattempo Lilith divenne l’amante dei demoni, generando cento bambini al giorno. Gli angeli le dissero che Dio le avrebbe portato via i suoi figli se lei non fosse tornata da Adamo. Dal momento che Lilith non accettò, venne di conseguenza punita. E Dio, dette anche ad Adamo la docile Eva. Si dice che la Dea sia attratta dai bambini dato che Dio le sottrasse i suoi e avviò un regno del terrore contro le donne incinta e i neonati, che venivano protetti da lei con amuleti con su scritti i nomi dei tre angeli, i quali la avevano costretta a giurare che ogni qualvolta avesse visto le loro immagini o i loro nomi avrebbe lasciato stare i bambini e le mamme. Se il bambino piangeva nel sonno si credeva che questo era un segno della presenza di Lilith e per scacciarla occorreva picchiettare il naso del bimbo. Si narra inoltre che fu lei, e non Eva, la madre di Caino. Il nome Lilith deriva, secondo alcuni, dalla parola assiro-babilonese Lilitu, che significa spirito del vento; per altri, dall'ebraico Lil che significa notte, oscurità ma anche calamità. La prima immagine conosciuta della Dea è come donna bellissima, alata e nuda, con i piedi di uccelo che si alza su due leoni ed è accompagnata da due gufi. I sumeri e i babilonesi la consideravano come un essere che dimorava nel mondo dei sogni. Per essi era una succuba che visitava gli uomini nei loro sogni e da tale relazione venivano generati uomini senza volto. In questa accezione era considerata come la principessa dei succubi, una seduttrice e divoratrice di uomini. Nella mitologia Lilith è anche conosciuta come un satellite invisibile dalla terra e per questo chiamata "Luna nera", invisibile perché assorbe e non riflette, come ogni altra cosa, la luce del Sole. Da tali leggende nasce l'idea della donna strega, seduttrice e maligna. Idea che fu alla base degli orrori e dello sterminio vergonoso dell'inquisizione nel medioevo

21 aprile 2005

Tramonto democristiano (di Curzio Maltese)


BERLUSCONI ha scelto di morire democristiano. Pur di tirare a campare ancora per qualche mese, abbrancato alla poltrona, all'ultima e unica promessa mantenuta agli italiani: "Non vi libererete facilmente di me". Perché già la penultima, "non mi dimetterò mai", è andata a farsi benedire. L'uomo che solo lunedì non si sarebbe "mai piegato ai riti politicanti", nello spazio d'un mattino o due accetta di naufragare nel più grottesco dei voltafaccia, nel puro teatrino della politica, in antiche paludi che si chiamano dimissioni&rimpasto, rosa dei nomi, totoministri, verifica, orrido governo bis o balneare.

Stavolta è suo il ruggito del coniglio. Berlusconi e non Follini appare come il vecchio democristiano di ritorno. Più ancora che la vendetta della prima repubblica sulla seconda, questa è la comica finale del berlusconismo. Solo l'altro giorno il premier ha regalato ai suoi falchi l'ultimo gesto titanico, le dimissioni negate con tanto di minacce agli alleati, l'ennesimo salto nel cerchio di fuoco destinato all'applauso della corte dei vari Ferrara e Fede. Appena il tempo per il cambio scena e d'abito e Berlusconi da oggi è già lì a distribuire sorrisi, pacche, barzellette e ministeri ai nemici mortali dell'Udc. E allora a che cosa è servita la recita incendiaria? Soltanto a ingigantire la vittoria e la figura del nemico interno, Follini, e a ridurre a nani politici gli alleati più fedeli, Bossi e anche Fini.

La verità è che l'ultimo Berlusconi sbaglia tutte le mosse, almeno quanto le azzeccava il primo. È un contrappasso totale, quotidiano. La puntata di Ballarò del dopo elezioni era l'esatto contrappasso della discesa in campo del '93.

Il brontolio dimissionario con cui ieri al Senato Berlusconi ha stracciato il "contratto con gli italiani" è la risposta del tempo al radioso comizio d'insediamento nell'estate del 2001. Allora si celebrava l'inizio di un ipotetico ventennio ("governeremo per molte legislature"), ora se va bene si tratta d'arrivare al panettone. Da neothatcheriano a vecchio doroteo in soli 1400 giorni. Fra le due immagini passa il clamoroso fallimento del berlusconismo. Non solo nei risultati concreti, deludenti oltre l'immaginabile, con il peggior stallo economico dal dopoguerra, il declino incombente, l'impoverimento dei ceti medi e le grandi opere ridotte a una villona padronale e semiabusiva in Sardegna. Ancora più definitivo è il fallimento ideologico, culturale, nel linguaggio e nella rappresentazione del Paese. L'idea arrogante di poter guidare la politica e la nazione come un'azienda, l'altra di riuscire a manipolare all'infinito con le televisioni un'opinione pubblica infantile. Alla prima seria rivolta di un alleato o due, i più piccoli per giunta, il mantello d'invulnerabilità del berlusconismo è scivolato a terra e il capo si ritrova ora a inseguire un compromesso qualsiasi, arrangiandosi con le povere risorse dell'eterno trasformismo. Il marasma finale è evidente perfino nel linguaggio, nelle parole e nei gesti del Berlusconi dimissionario. Lo show di 11 minuti durante il quale il premier ha alternato scuse di fatto a minacce virtuali, la tardiva ammissione di sconfitta e la sicumera delle future immancabili vittorie, una concreta retromarcia di fronte alle divisioni nella maggioranza e la chimerica fuga in avanti verso il partito unico della destra, l'ossequio formale al Quirinale e il disprezzo per la Costituzione. Un guazzabuglio da stato confusionale che le fide Rai e Mediaset, con pietoso servilismo, si sono ben guardate dal mandare in diretta. Lo show s'è chiuso poi nel paradosso d'una maggioranza che applaude con entusiasmo le dimissioni del suo premier mentre l'opposizione medita in silenzio. Su queste basi di partenza c'è da domandarsi a che cosa serva prolungare l'agonia d'un anno con un Berlusconi bis. Tutto lascia prevedere un anno orribile, gravido di vendette, dispetti, regolamenti di conti. Fallito l'ultimo, Berlusconi cercherà altri colpi di scena. Com'è nella sua natura, tornerà a fare la voce del padrone appena sarà caduta in prescrizione anche la minaccia del voto anticipato. I centristi possono rispondere con altre crisi e crisette. Già ieri hanno fatto una piccola prova generale facendo mancare la maggioranza a un decreto governativo. Una specie di Vietnam parlamentare attende un'Italia già stremata e impaurita dalla crisi. Le elezioni anticipate rappresentavano almeno una soluzione decente, forse l'ultimo dei tanti treni persi dal paese nei dieci anni buttati per inseguire uno strano sogno.




25 marzo 2005

Faking the books

We’ve been done before
and now we try to forge ourselves
We’ve been done before
and now we try to forge ourselves
I’ll be true again
But until then I fake the books
‘Cause everybody knows
This ain’t heaven
Until everybody knows
We’ve been wrong before
There is a lot that we survived
We’ve been wrong before
There is a lot that we survived
I’ll be true again
But until then I fake the books
‘Cause everybody knows
This ain’t heaven
Until everybody knows

24 febbraio 2005

invidio la tua capacità di avere bei ricordi. ma come fai?

al massimo sono tristi, ma ricuciti con una poetica tale da essere belli anche loro. è tutto così sfumato, così pastello. i percorsi della tua infanzia, i giochi, i nonni, le mandorle, i fichi. tutto così pieno di sole. un bambino, un ragazzino, un ragazzo, un uomo così sano. ti invidio, veramente.

sei pieno di nostalgie. e questo non lo invidio. a me sembra di ricordare solo eventi terrificanti ma almeno spero che il bello debba ancora venire. io le nostalgie non so neanche cosa siano.

quello che mi colpisce e che io e te siamo così diversi. sei così misurato, attento, ordinato, preciso.

quando vengo a casa tua tu e tua moglie siete perfetti. sempre. accoglienti, amabili, rassicuranti.

come fai? perché non ti somiglio neanche un po’?

hai saputo costruire un’azienda, una casa, una famiglia, un’altra casa, un’altra famiglia. e tutto senza mai perdere la tua compostezza, la tua calma, la tua pace.

il tuo stato di salute è perfetto, la tua taglia è perfetta, la pelle, i denti, i capelli.

possibile che dovessi ricacciare tutto il tuo lato oscuro nello spermatozoo che mettesti nell’ovulo di mia madre?

fetus

23 febbraio 2005

ci sono delle cose che ne impediscono altre.

ci sono delle cose che ne favoriscono altre.

c’è l’assenza di ciò che serve.

ci sono persone che vorrebbero esibirsi. e non ci riescono.

ci sono persone che vorrebbero scomparire. e invece restano tremendamente tridimensionali.

ci sono momenti felici.

ci sono dolori che non smettono. che non danno tregua.

ci sono pagine bianche che alla fine si riempiono di stronzate.

come questa.

un caro saluto

il naufrago

18 febbraio 2005

P 2 A L P O T E R E


Quasi vent'anni fa, la loggia P2 aveva tre obiettivi prioritari: primo quello di rompere l'unità sindacale; secondo quello di avere il controllo dei mezzi di comunicazione; terzo quello di asservire la Magistratura al potere esecutivo.