01 gennaio 2008

Jimi, Jim, Joey, Joe...

27 novembre 2007

CIAO MIRKO!!!

TI VOGLIAMO BENE!

31 ottobre 2007

A Chi Piace Davanti, A Chi Di Pietro

Certo non si può dire che i poltronari di regime manchino di coerenza.

Rispettando la tradizione che vuole un'Italietta pregna di misteri e di casi vergognosamente insabbiati e irrisolti, i nuovi poltronari (nuovi è un eufemismo) sono riusciti, alla fine, a bocciare la commissione d'inchiesta sui fatti di Genova.

Ci si potrebbe accanire particolarmente contro Di Pietro, il quale non comprende che se vuole distinguersi dalla famigerata casta, non basta schierarsi con Grillo, bisogna che smetta di dire la sua su ogni cosa, che cessi il continuo salottismo, che salvaguardi la propensione a sparare un'immanità di cazzate. Occorre maggiore discrezione, se parli tanto, non ascolti.

Forse smarrito in mezzo ai corvi non poteva far altro che cacare insieme a loro, per non essere da meno.

Sappiamo quanto siano corrosive le cacate d'uccello.

Ecco, la sua, sulla 'intoccabilità' delle forze dell'ordine, sortisce un effetto caustico sulla verità, ancor più degli altri.

Dunque, attenzione, non ci sono ombrelli al governo con i quali ripararsi, tocca beccarsi la pioggia fitta.

Tutti fanno il gesto di avvicinarsi alla cassa, ma nessuno paga il conto.

Che lo vada a dire, il Paladino Di Pietro, a quelli impietosamente manganellati per strada, massacrati alla Diaz, torturati a Bolzaneto. Che lo dica guardando negli occhi i genitori di Carlo Giuliani, che lo dica davanti a me e a tutte le persone che hanno visto cosa è stata Genova.

Ma infondo prendersela con Di Pietro è inutile, la commissione non s'aveva da fare e le avrebbero studiate tutte comunque, come Portella della Ginestra, piazza Fontana, Ustica, Bologna e tutto il lunghissimo e triste elenco oramai arcinoto.

Tenere viva la memoria è quel che ci rimane, non è bastante ma nemmeno poco.

La vera sconfitta è l'oblio, finché ricorderemo, la tranquillità dei porci sarà sempre vacillante.


Canzoncina benaugurante:


Tu sei buono e ti tirano Di Pietro.

Sei cattivo e ti tirano Di Pietro.

Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,

sempre Di Pietro in faccia prenderai.

Tu sei ricco e ti tirano Di Pietro

Non sei ricco e ti tirano Di Pietro

Al mondo non c'è mai qualcosa che gli va

e Di Pietro prenderai senza pietà!

Sarà così

finché vivrai

Sarà così

Se lavori, ti tirano Di Pietro.

Non fai niente e ti tirano Di Pietro.

Qualunque cosa fai, capire tu non puoi

se è bene o male quello che tu fai.

Tu sei bello e ti tirano Di Pietro.

Tu sei brutto e ti tirano Di Pietro.

E il giorno che vorrai difenderti vedrai

che tanto Di Pietro in faccia prenderai!


ildis.senso

20 ottobre 2007

Fuck You, SIAE

09 ottobre 2007

AGRIGENTO. PROCESSO 7 PESCATORI TUNISINI

Oggi, 9 ottobre, il tribunale di Agrigento ha sciolto il riserbo sulla

richiesta, avanzata dalla procura, di contestazione di nuovi reati ai 7

pescatori tunisini che dallo scorso agosto scorso si trovano sotto

processo ad Agrigento con l´accusa di favoreggiamento all´immigrazione

clandestina per avere salvato a largo di Lampedusa 44 naufraghi.

Le ipotesi riguardavano minaccia e violenza a nave da guerra (ex art.

1100 cod. nav.) e resistenza a pubblico ufficiale (ex art. 337 c.p.).

Il collegio giudicante si è pronunciato con voto disgiunto segreto a

favore della tesi difensiva che si è opposta alla richiesta di nuove

contestazioni, ritenendo la richiesta del PM lesiva del diritto di

difesa degli imputati.

Un altro successo del collegio difensivo; un altro colpo al castello

accusatorio delle forze dell´ordine invischiate nella vicenda che

vorrebbero a tutti i costi vedere puniti i 7 pescatori per aver tratto

in salvo la vita di migranti, molti dei quali ad oggi hanno ottenuto il

riconoscimento di rifugiati politici, nel quadro di quella politica di

sedicente sicurezza e sorveglianza che ha come "effetti collaterali"

centinaia di morti nel Mediterraneo. La vita di uomini africani ed

asiatici vale meno di quella degli europei, che dormono sogni

tranquilli grazie ai pattugliamenti Frontex e gli accordi di

riammissione.

Enrico Montalbano e Germana Graceffo

Rete Antirazzista Siciliana

04 ottobre 2007

Free Burma


Free Burma!

24 settembre 2007

LIBERATI I DUE COMANDANTI DEI PESCHERECCI TUNISINI SOTTO PROCESSO AD AGRIGENTO PER AVERE SALVATO 44 NAUFRAGHI

Scarcerati oggi i due comandanti dei pescherecci tunisini che l'8
agosto scorso avevano, insieme all'equipaggio, salvato 44 migranti in
avaria su un gommone nella acque internazionali a largo di Lampedusa.
Finiti sotto processo ad Agrigento con l'accusa di favoreggiamento
dell'immigrazione clandestina, erano stati immediatamente incarcerati
presso la casa circondariale di Agrigento.
In concomitanza allo svolgimento del processo per direttissima, intorno
all´ennesimo caso di criminalizzazione di pescatori che soccorrono
uomini e donne in mare, è nata un'enorme mobilitazione
euro-mediterranea per la scarcerazione immediata e il rispetto delle
convenzioni marittime internazionali sul salvataggio in mare.
Su iniziativa della Rete antirazzista siciliana e di numerose
associazioni e movimenti internazionali per i diritti dell'uomo,si sono
svolte in Italia, Francia, Germania,Tunisia, Marocco iniziative per
sensibilizzare la pubblica opinione e, allo stesso tempo, per portare
il caso all'attenzione di parlamentari europei, che hanno sottoscritto
in 150 una petizione per l'immediata scarcerazione dei 7 pescatori
arrestati.
Le risultanze dibattimentali avevano portato la procura di Agrigento a
chiedere la derubricazione del reato di favoreggiamento
dell'immigrazione clandestina, non ravvisando il profitto e il dolo
nelle operazioni di salvataggio a mare dei 44 migranti.
Grazie inoltre al generoso lavoro del collegio difensivo e alle
pressioni nazionali e internazionali del movimento spontaneo di difesa
dei diritti, lo scorso 10 settembre la sezione feriale del tribunale di
Agrigento decideva la scarcerazione di 5 dei 7 imputati e concedeva gli
arresti domiciliari ai due capitani dei pescherecci.
Oggi, 22 settembre, dopo 45 giorni di detenzione preventiva, anche i
due comandanti tunisini sono stati rimessi in libertà per decisione del
Tribunale della Libertà di Palermo.
Solo oggi, finalmente, vediamo l´applicazione del principio della
presunzione di innocenza e dell´uso oculato e discriminato che delle
misure cautelari personali.
Resta un dato di fatto: 7 uomini sono stati privati per settimane della
loro libertà personale; 7 famiglie sono state danneggiate moralmente ed
economicamente; 7 vite sono state segnate dall´esperienza del carcere.
Chi pagherà per tutto questo?
Chi è disposto a prendersi le responsabilità di un sistema di leggi
securitarie e xenofobe che mietono vittime tra umili pescatori che
rischiano in mare le proprie vite per salvare altre?
Chiediamo che vengano fuori gli ideatori di questo teorema, montato su
false testimonianze, sul non rispetto del diritto di difesa, dei
diritti umani, delle norme internazionali sul salvataggio in mare.
Chiediamo che venga fatta giustizia.

RETE ANTIRAZZISTA SICILIANA

12 settembre 2007