13 maggio 2007

radio.out saluta Tano Cavaleri

Un uomo. Contemporaneo. Moderno.
Tano lo conoscevamo.
Non siamo abituati a usare la retorica, siamo realisti, guardiamo le cose e ne registriamo le sensazioni.
Con Tano siamo cresciuti, ci siamo impegnati e divertiti.
Ha fatto quello che ha sempre sentito, di più, a volte senza tregua.
Sui diritti dei cittadini del mondo, agrigentini e migranti.
La gente gli piaceva.
Non ha mai avuto muri, anzi contribuiva ad abbatterli.
Un viaggiatore, Tano, un sognatore!
In un mondo in cui questa parola sembra appartenere sempre più a pochi, Tano l’ha incarnata a fondo.
E fino in fondo è sempre andato.
Sembrava non avesse età.
E quando insieme ridevamo di quelli che queste capacità non hanno, citavamo sempre il poeta Fabrizio De Andrè:
“..per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”.

CIAO TANU’

Enrico, Germana, Sabrina, Franco, Angelica, Alberto,Giovanni, Marcella, Ruta, Leonardo, Federica, Manlio, Francesco, Claudia, Gero, Fabio,Flavio, Laura, Sara, Azzurra, Alberto, Roberta, Alfonso, Caterina, Francesco, Selene, Carla, Erica, Giacomo, Emilia, Fabio, Gigi, Gianluca, Tato, Roberto, Lillo, Lina, Daniela, Federica, Tonino, Eugenia, Daniele, Angelo, Pierluigi, Valentina, Angelo, Ilaria, Alessandra, Luca, Nino, Diana, Valerio, Johnny, Paolo, Manuel, Antonio, Donatella, Vincenzo, Teresa, Elvira, Rossana, Maurizio, Margherita, Giusy, Milvia, Marco, Luca, Giusi, Angela, Nicola, Cristian, Fata, Rosina, Sara, Tedros, Saba, Samiel, Alessia, Manuela, Vincenzo, Sandro, Emilio, Giovanna, Salvatore, Valentina, Fofo’, Cristina, Fausto, Manuela, Tiziana, Aster e tanti, tanti altri.

09 maggio 2007

9 maggio 1978 muore Peppino Impastato, ucciso dalla mafia


Sono passati 29 anni dall'uccisione di Peppino Impastato; allora la sua morte passò in secondo piano perchè lo stesso giorno fu ritrovato il cadavere di Aldo Moro. Oggi i media e i politici ricordano con retorica e demagogia lo statista della democrazia cristiana, così la morte di Peppino torna in secondo piano. Noi, nel nostro infinitamente piccolo, preferiamo ricordare il nome meno altisonante e meno "importante". Il nome di un uomo, semplicemente un uomo, che da una piccola radio locale di un piccolo paese ha "osato" sfidare il marcio potere occulto dei mafiosi, quello stesso potere che in quegli anni e negli anni a venire, ha legato indissolubilmente il suo nome al partito che per quasi tutta la storia della nostra triste repubblica ha governato questo bizzarro Paese.
Quel partito era la democrazia cristiana, che oggi si cela sotto altre spoglie ma che è pronta nuovamente a disvelarsi.


Abbiamo ricevuto una e-mail dalla famiglia di Peppino, che abbiamo già pubblicato qualche giorno fa e che vi riproponiamo:


Associazione Peppino Impastato Cinisi - Casa Memoria


APPELLO DEL FORUM SOCIALE ANTIMAFIA - Cinisi

Il 9 maggio 2007, ventinovesimo anniversario della morte di Peppino Impastato, come accade tutti gli anni dal 1978, sarà un tradizionale momento d'incontro e di riflessione di tutte le realtà e i soggetti che si battono per costruire una nuova società libera dalla mafia, dalle prepotenze e dalle connivenze politico-mafiose e un'importante occasione di confronto per rendere ancora più efficace la lotta contro la mafia dal basso, che è diventata ormai irrinunciabile, visto che quella condotta dal mondo istituzionale mostra sempre più le sue debolezze e le sue falle.

Anche quest'anno vogliamo ricordare la figura di Peppino e il suo impegno creativo ed anticonformista contro il potere mafioso con una tre giorni, che vedrà alternarsi forum di discussione sull'importanza della lotta contro la privatizzazione dell'acqua e in difesa dell'ambiente; sulla fondamentale difesa dei diritti sul lavoro e il contributo dei sindacati nelle battaglie contro le speculazioni economiche e le infiltrazioni nel sociale della mafia; sul 1977, le radio libere e i trent'anni del nostro impegno: non mancheranno spettacoli teatrali e musicali, seguendo la linea-guida già tracciata da Peppino che tentava un risveglio delle coscienze tramite l'utilizzo di mezzi di comunicazione e contesti alternativi, come il circolo "Musica e Cultura" e "Radio Aut".

Questo nostro appuntamento avrà come obiettivo l'introdurre le numerose iniziative che avranno luogo durante il prossimo anno e che culmineranno il 9 maggio 2008, quando saranno passati trent'anni dall'assassinio di Peppino: in occasione del trentennale svolgeremo una nuova manifestazione nazionale antimafia a Cinisi, su esempio di quella tenutasi nel 1979, chiedendo la partecipazione di tutte le persone interessate a livello nazionale.

Come al solito, però, ci ritroviamo a non avere una lira, anzi un euro: abbiamo scelto anche stavolta di autofinanziarci, per garantire la nostra indipendenza e libertà, ma il programma rischia di saltare.

Ci appelliamo, di conseguenza, alla disponibilità degli amici, dei compagni, delle associazioni che vogliano manifestare la propria vicinanza dando anche un minimo contributo, partecipando ad una sottoscrizione per coprire le spese indispensabili, come la stampa dei manifesti, il noleggio dell'amplificazione e della sala cinematografica, le eventuali spese SIAE e del servizio di sicurezza e il rimborso per i relatori esterni convenuti.

Questo appello, però, non riguarda soltanto la richiesta di un aiuto per sopperire alla mancanza di fondi per le iniziative previste in questa edizione del forum: abbiamo un progetto "ambizioso" da realizzare l'anno prossimo, per ricordare Peppino a distanza di trent'anni dalla sua morte con un evento contro la mafia e per i diritti di tutti che abbia risonanza a livello nazionale; per realizzarlo, però, abbiamo bisogno del vostro sostegno.

Chi vuole partecipare può fare riferimento al conto corrente postale 26951889 intestato all'Associazione Culturale Onlus Peppino Impastato, Piazza Stazione 10 - 90045 Cinisi.

Altre coordinate: ABI: 07601 CAB:04600.


Forum Sociale Antimafia Felicia e Peppino Impastato

05 maggio 2007

radio.azioni


Il futuro delle radio su internet e' in pericolo
Il 26 aprile il governo americano ha aumentato drasticamente (triplicato) la tassa che i webcaster (coloro che trasmettono o che offrono servizi di trasmissione) devono versare alle autorita' che si occupano di tutelare i diritti dell'industria musicale (la nostra SIAE) tra l'altro con effetto retroattivo al 1° gennaio 2006(!!!).
Alcuni tra i piu' importanti webcaster pagano da quasi 10 anni milioni di dollari, alle autorita' competenti, in diritti d'autore sia in termini di composizione (all' ASCAP, la BMI e la SESAC) che in termini di prestazione (alla SoundExchange).
Se la situazione non cambiera', dal 15 luglio 2007 molte radio Libere che trasmettono su internet saranno costrette a chiudere.
Anche radio.out, nel suo piccolo, sta subendo quest'imposizione. Infatti, chi ci offre la possibilita' di trasmettere (Stacja.fm) ha i suoi server negli stati uniti e quindi, visto l'effetto retroattivo della legge, ha dovuto sospendere cautelativamente l'erogazione del servizio.
Fino al prossimo 15 luglio non possiamo garantire la continuita' delle trasmissioni.

Mancano 70 giorni e Save Net Radio sta lottando per il futuro delle radio libere su internet.

Sul loro sito www.savenetradio.org maggiori informazioni e la possibilita' di dare un contributo attivo.

iZ

02 maggio 2007

Il disprezzo da pagare

Driiin. Suona la sveglia, è ora di alzarsi.

Bisogna andare a compiere il proprio dovere di cittadino: produrre.

Infatti, terminata la colazione il mio pensiero è già lì, non faccio che ripetermi: produzione produzione… quindi mi alzo e mi precipito ma…. E no cazzo! È occupato! Non è possibile! Il mondo non può attendere, va di fretta, la produzione non si può fermare!

Esorto il giacente all'interno ad essere più fattivo, a produrre alacramente, a rispettare i turni. Intanto cerco di distrarmi pensando ad altro, nel tentativo di ignorare i danni alla produttività che può arrecare il ritardo cui sono costretto, mio malgrado.

Chissà perché, di prima mattina e proprio in quel momento, mi viene in mente l'immagine di Mastella…?!

Sta di fatto che è deleteria, si vede che il mio cervello l'associa all'idea del prodotto. Cerco allora di eliminarla ma è più difficile di quanto credessi, succede addirittura di peggio: oltre all'immagine comincio a pensare al decreto legge che porta il suo nome.

È la fine. Sento che sto perdendo lucidità, ergo, il controllo, prendo a calci e pugni la porta intimando schiumante di uscire immediatamente. A quel punto il mio coinquilino-cittadino profondamente stupito dal mio esuberante senso del dovere, uscendo con gli occhi sbarrati, mi da in mano il giornale e contemporaneamente pronuncia le emozionanti parole che aspettavo trepidante: prego, è libero.

Finalmente, adesso è il mio turno, si produce!

Ma mentre faccio per sedermi, che ti combino? Una cosa che non va mai fatta: butto un'occhiata rapida alle notizie prima ancora di aver preso posizione, un disastro.

E dove va a cadere l'occhio? dove va a cadere? Sull'indignazione della chiesa che accusa di terrorismo Andrea Rivera per le parole pronunciate al concertone della festa dei precari.

Una tragedia. Mi si blocca, nello stesso istante, la produzione.

E non contento, quasi in preda ad un masochismo irrefrenabile, mi soffermo a leggere un po’ di più. Leggo ciò che ha detto Rivera e non ci trovo granchè di terroristico. Leggo le reazioni della chiesa e ormai è oscurantismo anche nel mio intestino, è finita… implodo.

Provo a distruggere il giornale ma è l'occhio ad avere la meglio; leggo perfino qualche reazione politica ed è lì che comincia a sopraggiungere la rassegnazione, mi sento inutile, né produco né percepisco alcuno stimolo produttivo dentro di me.

Sono depresso al punto che inizio a pensarmi un fannullone, un nullafacente, un parassita.

Sfoglio il giornale ormai passivamente quando ecco il deus ex machina, ancora lui, il suo nome è una garanzia, da qualche parte lo trovi sempre, come il sale, sembra un paradosso ma giunge come un miraggio, è lui a salvarmi: Clem Clem.

Non appena letto il nome ovviamente il mio cervello proietta la sua immagine, e fu trionfale!

Non è solo lo stimolo a fare ritorno repentino ma giustappunto una scarica produttiva la cui portata mi fa recuperare il tempo perso.

Ritrovo pure la volontà e butto il giornale per terra.

Mi sento appagato e orgoglioso, ancora una volta ho fatto la mia parte, è stata dura ma ce l'ho fatta, non senza ausilio, è vero, del resto è lo scotto da pagare se non si vuol diventare dei fannulloni nullafacenti inutili parassiti.

Sto bene, sono un cittadino che contribuisce alla crescita del prodotto interno lordo, mi sento leggero, etereo, quasi invisibile, sono pronto anche oggi ad andare a precariare e penso a quanto meglio andrebbero le cose se mandassimo a cagare qualche stitico in carriera, e penso alla sveglia…

Driiin. È ora di alzarsi.

ildissenterico